sono sconcertata.
se la gente impazzisce con il caldo, che si buttasse sotto la metro rossa, piuttosto che sparare palle da tennis e pesche contro il mio balcone alle 2 del mattino.
o che si sparasse in bocca.
sono troppo arrabbiata.
adesso vorrei che il proprietario del fucile, abitante del condomio di fronte, venisse a pulire dai miei vetri lo spappolamento di pesca.
sono
troppo
arrabbiata.
stronzo.
Per i vicini, per gli amici … per tutti era la nonna Pina e voglio ricordarla così com’era con i suoi modi di fare, le sue paure e i suoi sorrisi, sperando in questo modo di non infastidire nessuno. Non voglio sbandierare tristezze o ingigantire avvenimenti, ma sento il desiderio di annotare qui chi era la nonna Pina, per tutti quelli che l’hanno conosciuta.
Era una donna semplice, ma non le mancava quel sapere intrinseco che una donna di ottant’anni può avere. Un sapere regalatole dall’esperienza di una vita intera, vissuta di sacrifici e lavoro. E lei era una lavoratrice instancabile, non si è mai abbattuta di fronte alle dure prove che gli anni possono metterti davanti giorno per giorno. Una donna che ha lottato fino all’ultimo per non cedere; perché non voleva farlo. Potrei considerarmi contenta se scoprissi di avere ereditato anche solo un quarto della forza d’animo che ha dimostrato di avere. Se scoprissi di saper avere un quarto della gentilezza e i sorrisi che sapeva regalare a noi e agli infermieri fino alla fine, anche quando solo Dio sapeva quanto stesse soffrendo.
Non era una nonna di quelle che sbaciucchiano e stringono, ma non per questo non era affettuosa. A lei bastava uno sguardo, un’espressione. E non le dimenticheremo facilmente.
Amava la vita e amava Montecucco, le sue galline e la campagna.
Mi ha insegnato che una cuoca ha sempre le mani pulite quando impasta e che i pisarei vanno fatti scorrere sulla tavola seguendo le venature del legno. Mi ha raccontato tante cose e adesso tocca a noi, spetta a noi portare avanti i suoi insegnamenti, vivendo con i suoi ricordi nel cuore.
In questo modo un po’ di nonna Pina resterà sempre tra di noi.
Ogni volta che arriverà un temporale e avremo un po’ paura al primo tuono che spezzerà il silenzio e ogni volta che andremo a raccogliere le uova nel pollaio per fare la pasta.
Ogni volta che, in inverno, la temperatura della stufa supererà i 38° e, ad ogni estate, quando non mancherà il pompelmo fresco in tavola.
Ogni volta che troveremo in un nascondiglio un 50 euro che non ricordavamo più di aver messo via e ogni volta che, sentendoci appesantiti, ceneremo con te e biscotti … preferibilmente pavesini.
Ogni volta che faremo le farsole a carnevale o prepareremo il ripieno per la gallina, lei sarà tra noi.
Ogni volta che una damigiana avrà bisogno di essere impagliata di nuovo o ogni volta che sentiremo dire “i m'han dit…” con quell’aria di mistero da scoprire.
Ad ogni vendemmia lei sarà con noi, perché quello era il momento più bello, quando, tornando a casa, le raccontavamo quanto era bella l’uva quell’anno.
Sarà difficile parlare di lei al passato quando la sua voce e la sua presenza è ancora così viva.
Sarà difficile sopportare il peso di non vederla fisicamente più tra noi, ci mancherà. Ma il segreto è rimanere uniti e scovare un po’ di lei in ognuno di noi, amandoci ancora di più.
Non era perfetta, ma non ci sarebbe piaciuta così tanto se lo fosse stata.
Il 5 maggio, mentre il corteo funebre l’accompagnava al cimitero, il vento soffiava talmente forte che sembrava volesse aiutarla a raggiungere il nonno senza affaticarla troppo.
È volata via e non mi sembra ancora possibile.
che stanchezza. raccolgo le energie che restano per riempire una tazza d'acqua, imposto due minuti il microonde e sbusto una bustina di tisana al timo. e invece di buttarmi sul divano o direttamente a letto sorseggio e accendo il pc, senza pensare che la luce del monitor, in contrasto con il buio che si fa sempre più presente, mi brucia gli occhi. metto in play la quinta stagione a basso volume per accompagnare questi miei gesti lenti. le orecchie non sono abituate al silenzio di questa casa. c'è sempre qualcuno con cui parlare, c'è sempre un telefono che suona a cui dover rispondere. invece entro in casa e non c'è nessuno. e per non lasciarmi sopraffare sorseggio e picchietto le mie dita sui tasti di questo notebook nuovo che non ho ancora pagato.
e mi ascolto.
oggi ho viaggiato un'oretta in pullman attraversando la provincia di milano e quella di pavia per raggiungere una tenuta vitivinicola. seguendo l'ipnotico andamento delle file regolari delle coltivazioni di alberi mi sono lasciata incantare dalla nebbia e dalla luce di un sole che voleva spingere per venire fuori. oggi ho bevuto del buon vino accrescendo quel mio essere sommelier che vuole emergere. oggi ho mandato un messaggio di auguri ad un amico, anche se avevamo già festeggiato stanotte a suon di thè caldo della mezzanotte e crostata fatta in casa. ed è un po' che penso a lui come un amico e oggi, anche se non direttamente, gliel'ho voluto dire.
alla fine il sole è uscito. tanti auguri robi :)
chissà se lo sa quanto mi faccia piacere che stia qua.
chissà se lo sa quanto mi mancavano le sue manie e le sue abitudini inviolabili.
stasera mi ha chiesto "festeggi ogni mese?"
ho risposto con uno sbrigativo "certo, perché non dovrei?"
il fatto è che festeggerei ogni giorno, ma questo non gliel'ho detto altrimenti cadrei nella categoria "romanticismo irrecuperabile".
anche se in fondo poco m'importa sapere in che categoria potrei finire.
io sono così come mi puoi vedere anche tu che stai leggendo in questo momento. non ho niente da nascondere. se mi racconti una cosa ti credo e se ti dico un fatto è un fatto vero. se vuoi prendermi in giro chiamami tonta.
non mi offendo.
mi piace pensare di essere per te una presenza costante,
mi penso una cinepresa che instancabile ti osserva da più di tre anni,
mi trasformo in una sciarpa da metterti al collo quando inizia il freddo,
mi trasformo in un panino al salame quando il tuo stomaco brontola,
mi piace pensare che ogni giorno trascorso insieme sia un regalo.
perché per me è così.
e stasera fiestaaaaaaaa!
come si misura un'amicizia?
mi è capitato di sentire un legame solamente leggendo una mail. non sapevo che volto avesse chi l'aveva scritta. a stento sapevo il nome e di dove fosse, ma sentivo che c'era affinità di pensiero. poi è capitato di conoscerci. eravamo fuori luogo. non ci sentivamo né nel posto giusto né sapevamo come e perché, invece, eravamo là.
quel là era una festa nella torino di qualche anno fa. di fatto eravamo su quel divano e in quell'occasione mi sono scoperta timida. oh quanto avrei voluto rompere quel silenzio che c'era tra noi cominciando uno dei tanti discorsi scaturiti da quelle mail. solo che tutto il caos di quella stanza faceva da isolante. oh quanto avrei voluto anche solo complimentarmi per quelle mail. invece a metà festa scappai da quell'ambiente che non era più il mio, da quegli abbracci che non sentivo più veri, senza avere certezze per quel legame vibrante.
sono passati anni ed è stato bello rompere quella timidezza, anche se di fatto sono servite sempre poche parole per capirci. viviamo distanti e ogni volta che ci vediamo e che, magari, siamo su un divano a chiacchierare non riesco a non pensare al nostro primo incontro sorridendo.
sono passati anni e viviamo distanti ma ogni tanto una mail spezza il silenzio. ogni tanto un messaggio simbiotico annulla i chilometri e, lo confesso, riesce a commuovermi. e non mi sento stupida nel raccontare queste debolezze.
ma questa sera mi voglio un po' meno bene.
..canta finché puoi
sfoga tutta la tua ira
scusami se puoi..
ti rendi conto quanto ti possa mancare qualcosa solo nel momento in cui non ce l'hai più. lo so, è retorica. ma lo si comprende fino in fondo solo quando se ne ha a che fare. un po' come quando decidi di ristrutturare il bagno e ti tolgono l'acqua per due settimane. un po' come quando non riesci a muovere un dito e non riesci ad aprire bocca quando una persona importante prepara una piccola valigia ed esce di casa.
confido nel tempo. tornerà l'acqua con tutto il resto.
pensavo di aver cancellato dall'elenco delle emozioni possibili la rabbia. e io quando sono arrabbiata e nervosa piango. e quando piango mi innervosisco. e quando sono nervosa piango. e quando... e quando...
chiusa dentro questa stanza mi sento una pentola a pressione.
e non riesco a spegnere il gas.
e devo stare qua per forza.
e ti odio per questo.
le prime tre cose che non mi mancheranno affatto delle vacanze? bè, facile. primo tra tutto: il cuscino con i grumi. impossibile dormirci. infatti slittavo sempre giù a metà materasso. segue quasi a parimerito, l'odore di fogna che ogni tanto arrivava dal tombino nel pavimento bagno. ci sono voluti i nostri cervelloni messi insieme per debellare il disgusto e intuire che bastava tenere la porta sempre ben chiusa. e al terzo posto potrei mettre, senza rancore vi prego, i canti da sotto la doccia. sì, perché io amo il bel canto in tutte le sue forme. ma quelli erano gare di gorgheggio senza limiti di inquinamento sonoro.
le prime tre cose che, più di altre, ne sentirò la mancanza? chissà perché è più istintivo elencare le negatività. in risposta a questa domanda potrei diventare di un prolisso e di un mieloso inverosimile. ci provo. al primo posto ci metto il risveglio, aprire gli occhi e non avere incertezze, trovando tutto ciò che ho sempre sognato. essere lì insieme. sì, al primissimo posto c'è il risveglio al mattino, con tutto quello che comporta, compreso fare colazione, rifare il letto e lavarsi i denti. al secondo posto ci metto la quiete interiore che riusciva a trasformare una risata da poco in un processo degenerante che io amo chiamare 'ridarola'. e al terzo posto potrei mettere ad ex aequo il profumo che sentivo andando in spiaggia: odore di mare mischiato all'odore di resina; e il verso dei gabbiani che rincorreva quello degli scoiattoli.
bellissimo.
meraviglioso.
ed ora che mi sono lasciata andare avrei una lista di cose infinite da inserire... ma la domanda che mi sono posta erano le prime tre cose, quindi mi fermo qui e vado a letto. la vendemmia è iniziata ed io ho già le ossa rotte...
non ho più l'età :P
ho scoperto il piacere nell'assaporare una domenica perfetta. ultimamente scrivo solo quando sento questo aggettivo che esplode da un istante. normalemente non mi sbilancio mai nelle perfezioni, so che a questo mondo niente è perfetto. ma in quell'istante, per me, non desideravo niente di più. niente di meglio. ed ora voglio scriverlo, perché sono quelle certezze che fanno stare bene. che permettono di godere del presente, finalmente. lasciando a casa tutti i pensieri scomodi.
noi quattro, due coperte e l'ombra di una noce per il pic-nic che tanto aspettavo di fare. parlare delle vacanze che arrivano, tranquilli. basta avere un attimo di pazienza e arrivano. ridere. che bello ridere insieme, scherzare. imbarazzarsi. parlare di tutto. tutto tutto.
conoscersi, scoprirsi e apprezzarsi per quello che siamo.
afterhours
ani difranco
carmen consoli
cristina dona'
damien rice
elisa
jeff buckley
marco evans
naif
regina spektor
robi
oggi
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